È vietata la riproduzione dei testi senza l'indicazione della fonte
   www.de-vrouwe.info

per le immagini è necessario il permesso scritto.

Qui aprite la pagina web ufficiale della fondazione Vrouwe van alle Volkeren.

Stampa E-mail
archivio-azione



Testimonianze da tutto il mondo - 2012

Alla Cappella di Amsterdam sono pervenute numerose testimonianze e segnalati rallegranti esempi dell’Azione mondiale, tutti meritevoli di citazione!
A cominciare da Sigmund Janas, abitante nella Slesia, che in Germania ha trovato mezzi e vie che gli hanno permesso di diffondere quasi un milione (!) d’immagini di preghiera.

Oppure, altro notevole esempio, quello della dottoressa Monika van Elmpt, che, fedelmente ogni settimana, nelle vie di Amsterdam dedica un’ora alla distribuzione della preghiera per la pace promessa dalla Madre di tutti i Popoli.
A volte è però la Madonna medesima a fare in modo che inaspettatamente l’immagine con la preghiera pervenga a qualcuno.

Suor Maria Columba racconta: “Recentemente costeggiavo in bicicletta un canale di Amsterdam dopo aver acquistato al mercato dei fiori destinati alla cappella e in particolare ad ornare il quadro della venerata immagine. Senza che me ne accorgessi, un mazzo cadde dal portapacchi. D’improvviso qualcuno dietro a me gridò: ‘Avete perso dei fiori!’. Mi arrestai e vidi una donna che agitava un mazzo di fiori. Girai rapidamente e lo ricuperai. A mo‘ di ringraziamento, mi venne spontaneo di offrire alla donna un’immagine, che lei accolse con un sorriso dicendomi: ‘Oh, questa la prendo volentieri!’. Poi ci affrettammo a sgomberare la stretta carreggiata per consentire ad un automobilista di ripartire.”
Sì, a volte anche una piccola disavventura serve alla causa della Signora di tutti i Popoli!

Un’altra consorella di Amsterdam racconta: “Entrata nell’ufficio postale per ritirare una raccomandata, restai colpita da un’atmosfera talmente mondana che mi dissi: ‘Oh, cara Madonna, oggi non mi sento proprio in vena di offrire la tua immagine di preghiera!’.
Nello stesso tempo tolsi frettolosamente il passaporto dalla borsa per comprovare la mia identità. Ed ecco che un’immagine svolazzò oltre lo sportello, cadendo ai piedi dell’impiegato. Niente di più facile, allora, di offrirgliela. Ed egli l’accettò ringraziando. Uscendo, mi riproposi di essere più coraggiosa in futuro!”

Anche Nel, abitante a Doorn nei Paesi Bassi, distribuisce l’immagine di preghiera. Gli capitò di offrirla al cassiere di un negozio di prodotti naturali. Ritornata la settimana seguente in quella bottega, fu immediatamente contattata dall’impiegato con queste parole: “Devo dirle qualche cosa. La sera di quel giorno che mi ha dato l’immagine della Madonna, nella mia famiglia cominciammo improvvisamente a discutere di Gesù e Maria. Il mio bambino chiese: ‘Com’è Maria? Io non l’ho mai vista!’ ‘Aspetta!’, gli risposi e andai a prendere l’immaginetta che lei mi aveva dato. Appena la vide, esclamò: ‘Oh, questa mi piace. La appendo sopra il mio letto!’”

Oggi, tra i pellegrini giunti dalla Slovacchia, vi sono anche Andrej e Ľudmila Šarišsky con le loro figlie. Quattro settimane or sono, questa coppia greco-cattolica era stata alla Cappella della Signora di tutti i Popoli ad Amsterdam. Ľudmila confidò allora di essersi convertita 12 anni prima, allorché il “quadro pellegrino” della Signora di tutti i Popoli giunse nel suo villaggio di Ďačov nella Slovacchia orientale.

Ľudmila Šarišská: “In questa giornata di preghiera ringrazio per aver conosciuto dodici anni or sono la Signora di tutti i Popoli. Da allora molto è cambiato in meglio nella mia famiglia. È iniziato nel luglio del 2000. Madre di sei bambini, ero sovraccarica di lavoro nella nostra grande fattoria. Alla mattina mi alzavo alle quattro per foraggiare il bestiame. In seguito al grande carico di lavoro, sgridavo e imprecavo ad ogni occasione. Un giorno i bambini rincasarono dicendomi: ‘Mamma, dai vicini c‘è la Madonna!’ ‘Ma che Madonna, lei è in Cielo!, risposi irritata. Il piccolo di sei anni cominciò allora a piangere; ‘Mamma, vieni dunque, vieni! La Madonna ci aspetta!’. Ma io gli gridai: ‘Adesso non posso. Ho un mucchio di lavoro e non ho tempo. Devo andare in stalla a foraggiare i tori!’
Alla fine acconsentii controvoglia ad accompagnare i bambini dalla vicina, dove circa 20 persone erano riunite in preghiera nel soggiorno, davanti a un quadro con l’immagine della Madonna. Rimasi in fondo alla camera a guardare, assolutamente apatica. Nel mio intimo infuriava però una tempesta. Perfino fisicamente avvertivo uno stringimento in tutto il corpo. Piena di risentimento fissavo l’immagine, chiedendomi: ‘Ma che cosa faccio qui?’. Eppure, dopo un’ora, qualcosa si sciolse in me. Non so come, ma d’un tratto mi sentii sollevata e in pace, come se fossi un’altra persona.
Il giorno dopo Ludka, la mia figlia maggiore, a un certo punto disse: ‘Mamma, ti sei accorta che oggi non hai né sgridato né imprecato?’ Solo allora mi resi conto che quel giorno, malgrado alcuni inconvenienti, dalla mia bocca non era uscita nessuna cattiva parola. Per di più sentivo un inspiegabile forte desiderio di accostarmi alla confessione. Sommamente sorpresa, mia figlia osservò: ‘Pasqua è già passata e a Natale manca ancora parecchio tempo. Perché vuoi confessarti?’. Ma qualcosa mi spingeva ad andare a confessarmi, ciò che feci ancora il medesimo giorno. Da allora sono completamente liberata dal vizio delle imprecazioni.”

In seguito, il quadro itinerante della Signora di tutti i Popoli fu affidato alla casa di Ľudmila; poi, durante sei mesi, lo portò essa stessa alle famiglie del villaggio che lo desideravano. Cosa che non era così semplice. Ľudmila:

“Parecchi ridacchiavano increduli della mia conversione. Altri non volevano accogliere il quadro e nemmeno pregare assieme, dato che a guidare la preghiera era una ‘peccatrice’! Ciò mi addolorava, poiché dovevo dar loro ragione. Effettivamente, nel passato mi riusciva più facile peccare che pregare.”

Tuttavia, in questi 12 anni molto è cambiato. Se in precedenza vi era solo una scarsa dozzina di donne anziane alla recita del rosario in attesa della Santa Messa, attualmente ogni prima domenica del mese presenziano moltissimi fedeli. Un anno e mezzo dopo la conversione di Ľudmila, suo marito Andrej smise di bere e da allora ambedue vivono da cristiani convinti.
Ľudmila collabora ogni giorno in parrocchia quale organista, corista e preparatrice, inoltre si occupa dei chierichetti.

Suo marito testimonia: “Prima sgobbavamo nei campi fino alle nove di sera. Ora smettiamo già alle sei per prepararci ad andare in chiesa. Perdiamo tre ore di lavoro, ma ciò nonostante tutto funziona bene. E dal punto di vista morale, si tratta di una fonte di grazie.”

Spostiamoci ora in Italia. I nostri seminaristi ci descrivono come una normale giornata di studio a Roma può concludersi in un’improvvisata missione con l’immagine della preghiera:

Dopo le lezioni all’Università dobbiamo sempre affrettarci a prendere il bus per la stazione di “Roma Termini”. Una volta capitò che tutti vi riuscirono per un pelo, ad eccezione di Janko, il nostro svizzero del Vallese. Egli non si lasciò però scoraggiare e si mise a rincorrere il bus nell’intento di salirvi alla fermata successiva. All’inizio dimostrò di non perdere terreno e nel bus ci fu chi cominciò a stipulare delle scommesse: ce la fa, o no? Nel frattempo quasi tutti i passeggeri s’interessarono dello sprinter che li inseguiva sul marciapiede. Dato che in prossimità di Piazza Venezia il bus doveva compiere alcune curve, Janko potè raggiungerlo alla fermata. Vi salì ansimando e fu accolto da un applauso. “Complimenti, complimenti!”, lo felicitarono gli Italiani.
Stupito, Janko apprese che era stato osservato durante l’inseguimento. La sua reazione? Aprì il raccoglitore con le immagini di preghiera e le distribuì alle persone circostanti, che le accettarono di buon grado. Vi furono di quelli che dalla parte anteriore del bus si fecero avanti per ottenerne una! (Nella foto: Janko è il più alto dei seminaristi.)

Anziani e giovani: tutti possono collaborare all’Azione mondiale!

Ettore Fava di Torino scrive:
“Ho letto attentamente il prezioso opuscolo con la conferenza sull’importanza della Signora di tutti i Popoli. Malgrado i miei 88 anni di età, è nato in me il desiderio di rendermi utile con la distribuzione della preghiera di Maria, che è proprio la nostra Mamma.”

Così, inizialmente Ettore si procurò 250 immagini e, ottenuto il permesso dei sacerdoti in tre parrocchie di Torino, interpellò personalmente dei fedeli per incoraggiarli a recitare la preghiera.

Frattanto Ettore è attivo in diversi luoghi con questa missione per la “Signora del suo cuore”, com’egli affettuosamente la chiama. Egli stesso recita sovente la “Sua” preghiera, di giorno e anche di notte. Al telefono ci ha confidato: “Il mio amore per la Mammina è giovane e fresco. Questo amore non invecchia!”

Due nostre sorelle hanno visitato diverse classi di una scuola professionale ad Ariccia presso Castelgandolfo. In tale occasione hanno potuto distribuire 700 immagini di preghiera a 400 giovani, anche se il direttore della scuola le aveva avvertite:
“Sicuramente quelli non accetteranno nulla!”. Contrariamente ad ogni aspettativa, poi, gli allievi più difficili tra i 13 e i 20 anni si dimostrarono molto interessati e posero parecchie domande.

I docenti non riuscivano a capacitarsene. Solitamente, infatti, i loro allievi – molti dei quali vivono in un orfanatrofio o in famiglie affidatarie - si comportano in modo molto rumoroso, tanto che si è rinunciato alla Messa scolastica.
Il commento di un insegnante espresso alle sorelle: “Nella prima classe non avete recitato la preghiera con i ragazzi. Lo avete fatto nella seconda e da allora l’atmosfera è cambiata. Si avvertiva un senso di pace. Volevo dirvi questo per incoraggiarvi a recitare la preghiera con tutte le classi. Essa dona realmente pace – anche a me.”


I parrocchiani di Omignano Scalo nel Cilento hanno realizzato un’idea originale: un triduo in onore della Signora di tutti i Popoli. Assieme al parroco e al sindaco, come pure ai due sindaci dei paesi vicini, hanno accolto la Madonna all’entrata del paese. In processione hanno portato il grande ritratto della Signora di tutti i Popoli sul piazzale della chiesa. Qui il sindaco e il parroco hanno consegnato simbolicamente alla Madonna una chiave, quale espressione del loro desiderio di affidarle l'intero paese e la parrocchia.

La Madre di tutti i Popoli è entrata anche nell’affollato Carcere Regina Coeli di Roma. Alle nostre sorelle, in occasione di una Santa Messa nel cortile interno, sono stati concessi dieci minuti per parlare della preghiera della Signora di tutti i Popoli e della sua importanza, come pure di recitarla con i detenuti.
Al loro rientro nei diversi settori, uno di essi ritornò in fretta e chiese alle sorelle: “Per favore, datemi ancora delle immagini. Qui dentro ce ne sono parecchi che desiderano riceverne una.” Peraltro, anche i guardiani hanno accettato di buon grado l’immagine di preghiera.

Nei messaggi di Amsterdam, la Madre richiama la Croce, il Figlio e i sacramenti. L’esempio che segue si riferisce proprio a questi ultimi.

Nel 2010 le nostre missionarie a Nové Hrady, in Cechia, durante la preparazione delle corone d’Avvento parlarono ai bambini della Madre di tutti i Popoli e li incoraggiarono a recitare la sua potente preghiera. Zdenka prese particolarmente a cuore questo invito. Anche se non battezzata e di una famiglia non credente, questa bambina iniziò a recitare assiduamente la preghiera di Amsterdam. E ciò trovò un seguito!
Ben presto iniziò a frequentare le lezioni di religione e la Santa Messa quotidiana, tanto da desiderare il battesimo e la santa comunione. Ma non solo! Zdenka invitò le sue amiche alla catechesi e alla Santa Messa; era per lei un vero bisogno che anche le sue compagne avessero a conoscere la Madonna quale loro madre personale. L’8 maggio dello scorso anno giunse finalmente il momento tanto atteso da Zenka, che aveva compiuto i dieci anni. Ben preparata, ricevette il battesimo e quest’anno la prima comunione.

Lasciamo ora la parola all‘insegnante Johann Piendl, padre di sette figli di Abensberg nel cuore della Baviera:

“Sono lieto di informarvi sul restauro di una cappella in onore della Madre di tutti i Popoli. In meravigliosa posizione ad Allersdorf, tra Regensburg e Ingolstadt, si trova il santuario dell’Assunzione di Maria. Esso è circondato da dieci cappelle dedicate a Maria che, per così dire, conduce i pellegrini a Gesù nel santuario.

Ogni cappella rappresenta un mistero della vita di Maria. Vecchie di tre secoli, tutte le cappelle erano in pessimo stato e mancavano i fondi per il loro restauro.

La scintilla decisiva scoccò dalla seguente deliberazione dell’autorità ecclesiastica: ‘Chi provvede al restauro di una cappella è autorizzato a inserirvi a sua scelta l’immagine di Maria o di un santo’.
Quasi magicamente mi sentii attratto dalla prima e dall’ultima cappella. Il motivo: la prima cappella era dedicata all’Immacolata Concezione, dogma proclamato in seguito all’apparizione della Madonna nella Rue du Bac a Parigi, che costituì l’inizio dell’epoca mariana.

Concluso il restauro di questa cappella, sentii fortemente il desiderio – come un compito – di restaurare anche la decima, quale coronamento, con l’immagine della Signora di tutti i Popoli. Quante difficoltà si dovettero tuttavia superare! La cappella si trova direttamente a un punto critico del pendio e la facciata aveva ceduto di 20 cm; le pareti erano piene di crepe. I costi, si diceva, sarebbero stati molto elevati. Per gli specialisti, inoltre, esisteva il pericolo di un crollo della cappella se non fosse nuovamente sottomurata.
Malgrado tutti i dubbi, avevo fiducia che con la benedizione divina anche il restauro di questa decrepita cappella sarebbe riuscito. Per le pareti laterali scegliemmo le immagini di Gesù Misericordioso, San Giuseppe e l’Angelo custode, con esposizione ai pilastri esterni della preghiera di Amsterdam in otto lingue.

Dopo dieci mesi di lavori, il 13 maggio 2012 la cappella fu inaugurata da P. Antonius Maria Sohler. Nella sua predica disse appropriatamente: ‘Maria, che scelse questa cappella sul ripido pendio, sembra voglia darci questo avvertimento: ‘Alt! Rimanete dalla vostra madre, perché dopo di qui c’è il precipizio. Io vi prendo per mano e vi conduco a Cristo, alla sua santa Chiesa!’

Durante i lavori di restauro potei constatare quante persone diverse, di ogni età e ad ogni ora del giorno, talune quasi di nascosto, si trattenevano fiduciosamente nella cappella. All’interno vi è ora una cassetta con immagini di preghiera, pieghevoli e santini di Gesù Misericordioso a disposizione gratuita dei visitatori. Dozzine di queste immagini finiscono così regolarmente nelle mani di chi prega o di pellegrini, dato che il santuario di Allersdorf è ben frequentato anche perché facilmente raggiungibile.
L’immagine della Madonna quale Signora di tutti i Popoli, ancora a molti sconosciuta, piace a giovani e ad anziani. Anche la venerazione di Maria quale ‘Madre di tutti’ è apprezzata e induce sovente alla riflessione.
Speriamo che questa cappella diventi una fonte di benedizione. Che la Signora di tutti i Popoli sia la nostra avvocata!”

Naturalmente, anche in altri Paesi sorgono cappelle in onore della Signora di tutti i Popoli.

In Croazia, Milena Cosic, oggi tra di noi, in segno di ringraziamento per la guarigione di suo figlio, costruì una cappella nella quale ogni settimana viene celebrata una santa Messa per l’unità.

Alcune migliaia di km più a sud, nel Congo, opera da oltre 40 anni il padre agostiniano Ferdinand Bodensteiner, originario dell’Oberpfalz.

Lo scorso mese di gennaio P. Ferdinand ha consacrato ad Amadi una cappella per pellegrinaggi e una statua della Signora di tutti i Popoli, edificate con indigeni.

“Ho pensato che la Signora di tutti i Popoli andava molto bene qui”, ci ha detto al telefono. “La gente l’ha accolta bene e ci vengono per recitare la preghiera di Amsterdam in lingala, la lingua bantu, come la scritta apposta sul globo.”

Un impressionante esempio dall’Austria mostra come la Madre di tutti i Popoli può accompagnarci sul letto di morte.

Suor Angela racconta: “Il 22 ottobre 2011, dopo una giornata di preghiera organizzata in Svizzera, eravamo in viaggio per Innsbruck. Animate da nuovo zelo, non volevamo perdere nessuna occasione per distribuire l’immagine di preghiera. Così, non ci lasciammo ‘sfuggire’ il doganiere alla frontiera tra il Lichtenstein e l’Austria, malgrado ch’egli ci facesse segno di proseguire. Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, guardò attentamente l’immagine e disse:
‘Questa mi occorre per mio figlio, che giace tra la vita e la morte nell’ospedale di Innsbruck.’ ‘Possiamo rendergli visita?’ mi venne di chiedergli. ‘Ne sarei molto contento.’ Così, già il giorno dopo ci recammo all’ospedale.

Entrata nella camera, mi dissi: ‘Questo non può essere Simone, il figlio trentenne’. In seguito alla chemioterapia e ad una trentina di operazioni, Simone appariva come una persona anziana. Dal suo viso non traspariva alcuna traccia di gioia di vivere. Lontano dalla Chiesa ed ora anche assolutamente privo di speranza pensava addirittura al suicidio. Gli dissi che avevo conosciuto suo padre alla frontiera e gli diedi un’immagine.

Da allora rendemmo visita a Simon ogni giorno e pregammo con lui. Ne nacque un’autentica amicizia che continuò fino alla sua morte, avvenuta alcuni mesi dopo. Inizialmente non aveva voluto ascoltare nulla del Cielo, ma man mano constatammo un cambiamento nel suo intimo. Richiese la Santa Comunione, ricevette più volte il sacramento degli infermi e pregò volentieri con noi. Tranquillo e sereno si spense il 3 febbraio, venerdì del Sacro Cuore di Gesù.
Non cessammo di meravigliarci di come la Madonna, con una semplice immagine, avesse fatto in modo di condurci a Simon per prepararlo alla sua morte. Nelle ultime settimane della sua vita terrena si è compiuto quanto la Signora di tutti i Popoli ha annunciato ad Amsterdam: ‘Popoli tutti, lasciatevi condurre al Signore, lasciatevi portare ai vostri sacramenti per mano della Signora!’ Essa lo ha letteralmente condotto ai sacramenti.”

La Madre di tutti i Popoli vuole che ognuno possa recitare la preghiera nella propria lingua materna. Sovente è molto interessante il modo in cui si compie una traduzione:

Nel marzo 2011 eravamo al congresso “Incontro della Chiesa mondiale” organizzato dall’associazione “Aiuto alla Chiesa che soffre”. In tale occasione facemmo conoscenza del professore e scienziato biblista pakistano P. Emmanuel Asi, che aveva tradotto in Urdu la preghiera della Signora di tutti i Popoli. P. Asi ci propose di far stampare la preghiera in Pakistan, per poterla distribuire in settembre alle migliaia di fedeli partecipanti all’annuale pellegrinaggio nazionale per la festa della Natività della beata Vergine Maria.
Il progetto era buono, ma la sua realizzazione non così semplice! Infatti, come sempre, anche la traduzione in Urdu doveva essere verificata da una persona indipendente. Ma dove trovare quanto prima chi fosse in grado di compiere tale controllo? Il tempo premeva e le immagini con la preghiera dovevano essere stampate entro l’8 settembre.
Il 13 agosto, in viaggio in treno per Parigi, suor Alessandrina conobbe una famiglia pakistana di fede cattolica.

E si rivelò che sia Francis Rehmat, sia sua moglie Céline erano insegnanti di Urdu. Essi si dichiararono volentieri disposti a controllare la traduzione. Come non riconoscere in ciò un segno che la Madre di tutti i Popoli voleva proprio che la sua immagine con la preghiera fosse diffusa in Pakistan il giorno del suo compleanno.

In ottobre P. Asi ci confermò che le immagini poterono essere stampate per tempo in Pakistan e diffuse in occasione della cerimonia inaugurale del pellegrinaggio nazionale al Santuario di Mariambad.
Alla presenza di migliaia di pellegrini, molti sacerdoti, suore e catechisti, parecchi vescovi e personalità politiche, P. Asi spiegò l’immagine e la preghiera della Signora di tutti i Popoli.

Una volta di più, in seguito, ci siamo resi conto come un simile fruttuoso apostolato sia sempre sorretto anche da latenti preghiere e sacrifici. Infatti, Francis Rehmat ci disse che, in seguito ad un errore del medico curante, suo figlio maggiore, Sunil, era completamente paralizzato. Alla Santa Messa odierna la famiglia Rehmat porta all’altare l’offerta a nome del Pakistan.

A chi capitasse per vacanze o altri motivi nelle isole delle Filippine, negli aeroporti di questo immenso arcipelago potrà incontrare l’immagine della Signora di tutti i Popoli.

Infatti, il 24 ottobre 2011, Edgardo Cortes, co-direttore generale delle autorità filippine della navigazione aerea, ha inviato uno scritto ai direttori dei circa 100 aeroporti civili invitandoli a disporre affinché l’immagine incorniciata della Signora di tutti i Popoli sia collocata in modo permanente in un posto adeguato dell’aeroporto.
Da allora Zenaida Belcina provvede diligentemente alla spedizione delle immagini incorniciate ai singoli aeroporti. Molti di essi hanno già trasmesso una fotografia del posto dov’è esposta l’immagine.

Nella foto, il settore check-in dell’aeroporto di Silay sull’isola Negros. Ogni settimana il contenitore delle immagini di preghiera viene nuovamente riempito. Lo scorso mese di aprile, dei visitatori filippini della cappella di Amsterdam hanno confermato di aver visto il quadro della Madonna negli aeroporti nazionali.


Suor Julian: “L’anno scorso, in aprile, con una consorella ho avuto la possibilità di parlare della Signora di tutti i Popoli in due scuole elementari di Londra. La prima, St. Mary, con quattro classi e allievi di nazionalità e religioni diverse. La direttrice si è molto rallegrata del quadro della Signora di tutti i Popoli, promettendo di appenderlo all’entrata della scuola, affinché la protegga.

La seconda scuola, posta sotto il patronato di Sant’Ignazio, conta ben 340 allievi. Il direttore Jim Coffey ci accompagnò personalmente in ogni classe. Inizialmente appariva piuttosto riservato, ma già nella seconda classe collaborò alla distribuzione delle immagini. Ci chiese ulteriore materiale informativo e disse agli allievi: ‘Ragazzi, d‘ora in poi introduciamo questa preghiera nelle nostre orazioni quotidiane’.

Com’è visibile dalle fotografie, gli allievi accolsero l’ immagine con gioia, alcuni la baciarono. In ogni classe recitammo assieme la preghiera.



Anche dall’Irlanda potremmo riferire molte commoventi reazioni che mostrano come – in scuole e campi di vacanza - i bambini e i giovani hanno ben accolto la Madre di tutti i Popoli. Oggi però il tempo limitato non ce lo consente.

Vorremmo tuttavia citare un esempio del tutto particolare di contatto con una scuola in Argentina.


La Madonna chiede che la diffusione della preghiera avvenga facendo uso dei mezzi moderni:

Nel novembre 2011 ad Amsterdam le sorelle hanno avuto la possibilità di tenere una video-conferenza avente per oggetto la Signora di tutti i Popoli.
In pratica, tramite il computer negli uffici della cappella, si è realizzato il collegamento per Internet col computer di una scuola nel Sudamerica. Laggiù, nel Colegio Cardenal Pironio a Buenos Aires, la conferenza fu proiettata sulla parete.
Per la prima volta, con questo moderno mezzo tecnico, la Madre di tutti i Popoli ha “visitato” un altro continente, mentre dei fedeli nella cappella pregavano per la buona riuscita dell’esperimento.

Al termine dell’incontro, l’insegnante – che aveva proceduto a numerose annotazioni – espresse le seguenti considerazioni: “Sono molto colpita da quanto ho appreso e provvederò affinché tutti gli allievi ricevano l’immagine con la preghiera della Signora di tutti i Popoli. In tutte le scuole impareremo la preghiera e la reciteremo assieme con tutti gli allievi.”

Già che siamo nel Sudamerica, facciamo un salto in Perù:

Laggiù vi sono suore domenicane che fanno proseguire le immagini a conventi del loro ordine, da dove sono distribuite con zelo agli allievi delle loro numerose scuole.

La superiora generale Antonina Alfaro Minchola, che espresse la sua gratitudine per il materiale ricevuto, nella visita dei conventi in Perù e in Argentina prese con sé 1000 immagini per le consorelle.

L’interesse per le immagini di preghiera è così elevato che Mónica Farah, abitante nella capitale Lima, deve continuamente farne ristampare migliaia di esemplari.

Mónica Farah, che è oggi fra di noi, ha vissuto a Lima un’esperienza indimenticabile. Rincasando un giorno depressa e triste, vide giacere a lato della strada un uomo senza braccia e gambe. Frettolosamente, pur con qualche parola consolatrice, gli diede alcuni soldi e proseguì il suo cammino.

Dopo qualche passo, udì il poveretto che diceva: “Sono cieco!”.
Mónica ritornò sui suoi passi. Piena di compassione parlò all’infermo della Signora di tutti i Popoli e del valore della sofferenza quando è offerta. Le dispiacque di non avere con sé l’immagine con la preghiera di Amsterdam, ma ciò era senza importanza, dato che non sarebbe servita al cieco.
Così iniziò a recitare la preghiera e a ripeterla, frase per frase, finché il cieco la seppe a memoria. Una donna che aveva assistito attentamente alla scena, annotò il testo della preghiera. E ciò malgrado che fosse di confessione evangelica, come del resto anche il cieco.
Allorché i tre si separarono, Monica provò un sentimento di felicità, come se avesse ricevuto un dono. La sua tristezza e le sue preoccupazioni erano svanite. In questo caso la preghiera esplicò il suo effetto senza la consegna manuale dell’immagine, anche se è raccomandabile di averne sempre con sé.


A proposito di immagini! Cari pellegrini, la Madre di tutti i Popoli ci ha dato personalmente la “sua” preghiera e la “sua” immagine per l’AZIONE MONDIALE. In conclusione, consentiteci di rendervi attenti all’immagine edita con due lati interni. Essa contiene le principali informazioni, cosicché non necessitano molte spiegazioni allorché la si offre a qualcuno. Il testo è tradotto in un numero sempre maggiore di lingue. Contribuite affinché la Madre sia sempre più conosciuta!
Se poi volete fare un regalino, potete offrire l’immagine con la preghiera nel formato moderno di carta bancaria. Esiste pure il pieghevole d’informazione sulla Madre di tutti i Popoli, raccomandabile per chi dimostra maggiore interesse.
Più particolareggiato e completo è l’opuscolo, anch’esso illustrato, con la conferenza tenuta tre anni or sono a Colonia da P. Paul Maria Sigl, ottenibile, a scelta, in 17 lingue.

P. de Waard, missionario olandese operante in Brasile, ha chiesto centinaia di esemplari in portoghese di questa conferenza e dal mese di aprile riunisce ogni settimana i suoi parrocchiani per studiarne il contenuto. Intendono approfondire così la materna vocazione di Maria.

E un’ultima indicazione: se, una volta rincasati, vi accorgete che oggi non avete fatto una provvista sufficiente d’immagini di preghiera, potete ordinarle tramite Internet allo shop del sito della Signora di tutti i Popoli.
Grazie per la vostra attenzione.

 
 
  • Deutsch (DE-CH-AT)
  • Italian - Italy
  • Nederlands - nl-NL
  • Español(Spanish Formal International)
  • French (Fr)
  • English (United Kingdom)