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7a Giornata Internazionale di Preghiera, Amsterdam 2005



Testimonianza di
P. Peter Fadi Esber
da Damasco, Siria

rappresentante di Mons. Luka Khory
del patriarcato greco-ortodossa di Damasco, Siria

e

Suor Theodora Elias
dal Convento di Seydnaya

“Il santuario ortodosso di Seydnaya
e l’amore materno e guaritore di Maria”

Il Vescovo Luka Khory del patriarcato greco-ortodosso di Damasco (Siria) ha inviato come legato Padre Peter Esber con un messaggio per la Giornata di preghiera per esprimere in questo modo la sua amicizia per noi e per la Madre di tutti i Popoli.  Insieme a lui è venuto dalla Siria anche suor Theodora Elias dal famoso convento greco-ortodosso e santuario mariano di Seydnaya, fondato nell’anno 547. L’imponente convento con le sue alte mura si trova 27 chilometri a nord di Damasco.

Prima che Padre Peter e suor Theodora ci raccontino delle impressionanti opere della Madre di Dio, egli ci leggerà un estratto dalla lettera del vescovo Khory:
“Rendiamoci conto del fatto che il patriarcato greco-ortodosso di Antiochia ha un convento importante e storico, Santa Maria di Seydnaya. Il convento risale al quinto secolo e possiede una delle quattro icone miracolose della Madre di Dio dipinte da San Luca. Migliaia di visitatori di tutte le fedi e confessioni vengono qui ogni anno per pregare in questo luogo sacro, che si chiama “Al Chagora”. Pregano per la guarigione, il perdono e la grazia per ritrovare se stessi.”
Il Vescovo Mons. Khory manda le sue benedizioni a tutti e prega la Madre di Dio di accogliere le nostre preghiere e regalare la pace a questo mondo diviso.

Suor Theodora e Padre Peter ci faranno partecipi delle loro belle esperienze dell’amore materno e guaritore di Maria nel santuario di Seydnaya, ove vengono attratti oltre ai pellegrini ortodossi anche molti musulmani per pregare Maria di guarirli. Già nel medioevo Sydnaya è stato uno dei più famosi luoghi di pellegrinaggio nel Medio Oriente insieme a Gerusalemme a causa dei tanti miracoli ivi occorsi.

Testimonianza di Padre Peter Esber

Eccellenze e Sacerdoti, cari fratelli e sorelle!

La grazia di Gesù Cristo sia con tutti noi. Onore a Te, Signore, per tutte le grazie donate, principalmente per il dono della Tua amata Madre che Tu ci hai mandato per renderci fratelli e sorelle. La Vergine è la Signora di tutti i Popoli, perché ci ama esattamente come ha amato suo figlio Gesù. Questo di riempie di gioia, perché noi apparteniamo alla madre celeste. La venerazione di Maria si diffonde ovunque sia tra i Cristiani che tra i Musulmani che la chiamano “La più pura di tutte le donne”.

Osserviamo brevemente il mio paese, la Siria. Nelle chiese e nei luoghi santi dedicati a Maria i Cristiani e Musulmani pregano insieme per la loro vita e le loro famiglie. Il convento della nostra cara Signora di Seydnaya è l’esempio migliore per dimostrare la profonda devozione alla “più pura di tutte le donne”.

Due guarigioni di musulmani.
Una tra le tante guarigioni è stata raccontata alla Madre Superiora, Katrin Abo Haidar del Convento di Seydnaya, da un musulmano di nome Adib Al Ashaqar Ibn Mhammad Ibn Said. La sua documentazione è conservata nell’archivio del Convento di Seydnaya.

“Voglio dirlo subito che sono musulmano e molto legato alla mia religione ed al Corano.
Parlo di un fatto avvenuto 45 anni fa. Un giorno mio figlio Samir di cinque anni si ammalò gravemente. Di giorno in giorno la malattia progrediva. Sono andato a vedere molti medici, non importa se fosse un giudeo, un musulmano o un cristiano. Nessuno è riuscito ad aiutare mio figlio. Le sue mani, i piedi e la bocca erano paralizzati. Non c’era più nessun modo per farlo mangiare o dargli della medicina. Poi chiuse anche i suoi occhi ed il respiro è diventato sempre più debole. Ho capito che Samir stava per morire. Io e mia moglie siamo diventati quasi folli nel constatare che non c’era aiuto per nostro figlio.
Sono musulmano e perché da noi c’è l’usanza di leggere al moribondo dal Corano, ho aperto il libro senza cercare un passo preciso. Sono caduto sull’aia, vale a dire sul versetto seguente che Dio mi ha dato e dove Dio parla della Madonna: “O Maria, tu sei eletta tra tutte le donne e creata senza peccato”. Subito dopo sta scritto: “Maria, tuo figlio guarisce i malati per mezzo di te, sua madre, e risuscita i morti secondo il mio comandamento”. Dopo aver chiuso il Corano chiesi subito mia moglie di portare mio figlio nella macchina. Lei invece implorava di non farlo soffrire ulteriormente. “Non ha nessun senso!” Io risposi: “Sarà l’ultimo Dottore da cui voglio portarlo!” Giuro che tutto ciò che sto raccontando è vero! Mia moglie era sorpresa, perché non aveva capito la mia intenzione.
Durante il viaggio e poi al Santuario di Seydnaya ho portato Samir in braccio, perché aveva i piedi e le mani paralizzati; non ha fatto più nessun movimento. Portandolo, giravo intorno al recinto del Santuario, piangendo e pregando, supplicando e gridando. Ho chiamato la Madonna con il suo nome, implorando: “O Maria, ti supplico, e prego tuo figlio Gesù di salvare mio figlio! Perché il Signore Dio dice, che tuo figlio risuscita i morti e guarisce i malati. Ti supplico, salva mio figlio! Ti prego!”
Poi siamo tornati a Damasco, perché sono dovuto andare al lavoro. Tornato a casa la sera, ho trovato mia moglie tranquilla e serena. Sono stato molto sorpreso. Mi ha spiegato: “Durante la tua assenza, nostro figlio mi ha chiamato ad alta voce: “Mamma, ho fame! Mamma, ho fame! Ho dato a Samir un po’ di latte che ha bevuto senza problemi, poi si è addormentato”.
Tornato a casa dopo il secondo giorno di lavoro, mia moglie mi disse: “Oggi, nostro figlio ha aperto gli occhi e ha chiesto: “Mamma, dov’è papà?” E guardava senza problemi a sinistra e a destra.
Il terzo giorno Samir si è alzato ed è camminato, come se non fosse mai stato malato, come se non fosse mai stato paralizzato. Vedendo ciò, abbiamo preso nuovamente nostro figlio e siamo tornati a Seydnaya. Siamo tornati al posto dove il recinto circonda il Santuario. Ho chiesto Samir: “Bacia questo luogo!” Ha obbedito e ha fatto il giro intorno al recinto, baciando la terra. Samir era completamente guarito e ristabilito. Credevo di sognare. Poi anch’io e mia moglie ci siamo inginocchiati e abbiamo baciato la terra. Abbiamo ringraziato il Signore Dio e la Santa Vergine, che insieme hanno guarito nostro figlio moribondo, il quale non poteva essere guarito dai dottori. Ancora oggi vive, grazie a questo miracolo, e ha una buona salute. – Grazie a Dio onnipotente, alla Vergine e a Gesù, il Maestro.

Il secondo miracolo è stato vissuto da mia moglie.
Ecco, tre anni dopo la malattia e la guarigione miracolosa di nostro figlio Samir, mia moglie si ammalò gravemente di cancro. Qualcuno mi disse di portarla dal Dottor Charles all’ospedale francese di Al Qasaa.
Il Dottor Charles non voleva rispondermi a proposito della malattia di mia moglie. Disse soltanto: “Chieda a Dio, non a me! Ha delle metastasi in tutto il corpo”. Che cosa rispondere? Che cosa succederà con la mia famiglia e con i sei figli? Non avevo nessuna risposta. L’unica cosa possibile era di andare a trovare tutti i giorni mia moglie. Era l’unica musulmana nella camera, con tre donne cristiane.
Ogni sera, quando dopo il lavoro sono andato all’ospedale, erano inginocchiate a canto al letto di mie moglie due suore. Leggevano e pregavano. Quando entrai in silenzio e senza essere notato nella stanza, ho sentito pregare anche le donne cristiane ricoverate. Pregavano senza accorgersi della mia presenza. Pregavano per questa donna musulmana gravemente malata, per mia moglie. Si occupavano di lei quasi più di noi, suoi familiari,, conoscendo le sue condizioni. Hanno detto: “Vogliamo pregare Gesù e la Madonna per alleggerire i suoi dolori”. Mia moglie si è messa a piangere e disse: “Mi ricordate Gesù e Maria che hanno guarito mio figlio moribondo”. Poi ha raccontato la storia della guarigione di Samir e chiese ancora: “Pregate per me, perché io credo all’aiuto di Gesù e Maria”. Ecco perché le suore ogni mattina e sera si sono inginocchiate accanto al letto di mia moglie, finché si era addormentata. Lo hanno fatto fino a che mia moglie si è sentito meglio: “Grazie a Dio, mi sento meglio!” – Oggi mia moglie ha 72 anni ed è sana, grazie a Dio, alla Madonna ed a suo figlio Gesù, di cui aiuto non dimenticherò mai”.

Suor Theodora adesso ci racconta di altre due belle testimonianze. Lei vive nel convento da quando aveva sei anni, è direttrice di un orfanotrofio ed insegnante di inglese.

Testimonianza di Suor Theodora

Permettetemi di raccontare ancora di un altro miracolo che la Madonna operò nel nostro Santuario mariano di Seydnaya, con una madre musulmana.

23 anni fa, Domenica, 5 aprile 1982
Le suore del convento ortodosso del convento sono riunite in chiesa e stanno per ricevere la Santa Comunione. In questo momento qualcuno le chiama. Sr. Christina lascia la celebrazione e va a vedere ciò che è successo sulla scala che porta alla chiesa.
C’era una donna musulmana che le ha raccontato il seguente: “Sono musulmana e ho un figlio di tre anni. Mio figlio era malato e aveva un viso tutto sfigurato. Già più volte sono venuta qua per trovare la Vergine Maria e d’invocarla: “Santa Maria, guarisci mio figlio! Fa che il suo viso diventi come la faccia di tutti gli altri uomini! Allora ti porterò una caraffa d’olio.” Una notte il bambino ha cominciato a piangere e sono andata a vederlo. Ho visto la sua faccia, e ho svegliato mio marito con le parole: “Tuo figlio è guarito! La sua faccia è come la nostra, tutto normale”.
Eccomi qua per portare con grande riconoscenza la brocca d’olio che offro alla Vergine Maria. Sono venuta per onorare anche il Signore onnipotente che sa fare tutto.
Mentre mi sono seduta qui su un gradino della scala per riposarmi, ho posto la brocca vicino a me. Tutto d’un tratto l’olio è fuoriuscito e ha cominciato a scorrere sulla scala. Perché sono credente, l’ho raccolto con le mani e ne ho bevuto due volte. In questo momento ho visto una luce sopra di me, che non so descrivere. Anche sulle mie mani, che hanno toccato l’olio, c’era la luce. Le persone che passavano hanno tutti chiesto: “Ma che luce!” Da dove viene?” Mentre ancora facevano le domande, tutti hanno visto sull’olio sparso sui gradini l’immagine della Vergine Maria. Portava un velo e teneva in braccio suo figlio, esattamente come sull’icona miracolosa che è venerata qui a Seydnaya e davanti alla quale tutti coloro che pregano sono guariti.”
Dopo che la Signora musulmana aveva finito il suo racconto, anche le altre suore sono arrivate dalla chiesa e sono diventate testimoni di questo miracolo. Da quel giorno c’è rimasto un altro miracolo: talvolta esce dell’olio da questo gradino e la gente che sale la scala viene e s’inchina davanti ad essa. A volte succede anche che in questo punto della scala sgorga l’olio.

Un’altra guarigione miracolosa avvenne il 29 agosto 2004, nemmeno un anno fa.
Furono guarite due ragazze cieche di origine arabe, sorelle di nome Naya e Jessica. Avevano rispettivamente dieci e dodici anni. Insieme alla loro madre dormirono una notte davanti ad “AlChagora”, il santuario di Maria. La più giovane ebbe un sogno. Vide la Madre di Dio che si avvicinava e strofinava i suoi occhi, comandandole di aprirli e di guardare Colei che l’aveva guarita. Allora la ragazza chiese se poteva guarire anche sua sorella. Maria fece lo stesso per Jessica e da allora ambedue le sorelle potettero vedere. Tutto questo avvenne il 29 agosto 2004.

 
 
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